ELICICOLTURA

L'elicicoltura, branca della zootecnia, è l'allevamento della chiocciola a scopo alimentare. Ha come obiettivo produrre quantità elevate di questi molluschi per poi venderli alle aziende ristorative interessate. La pratica ha visto la luce a partire dal 1970 in alcune regioni del nord Italia (Piemonte, Veneto ect.), per poi diffondersi nel resto della penisola e successivamente in tutta Europa.

Attualmente essa è diventata una realtà agricola riconosciuta dagli enti pubblici e istituzionali, molti dei quali hanno leggi per atto a suo favore, creando interessanti incentivi economici per la diffusione di tale produzione.

Collocazione sistemica delle chiocciole

La chiocciola è un essere vivente appartenente a:

GRUPPO MOLLUSCHI: organismi dal corpo molle, senza scheletro interno. Il loro corpo è una formazione a forma di sacco che avvolge e contiene gli organi interni.

CLASSE GESTEROPODI: dal greo gaster (ventre) e pus (piede); carattestistica di strisciare sulla base muscolare che sembra il suo ventre.

SOTTOCLASSE POLMONATI: l'evoluzione li ha portati ad adattarsi alla pita terrestre, staccandosi dai molluschi marini.

ORDINE STILOMMATOFORI: dal greco, ovvero animali che hanno gli occhi in cima alle antenne.

FAMIGLIA ELICIDI: forniti di conchiglia, struttura protettiva esterna a forma di spirale (Helix)

Di seguito sono riportati invece i nomi regionali:

Abruzzo ciammarica
Basilicata davoli
Calabria caracola, caracòiu, lambò, vavalaci,vovalaci,cozza maruca
Campania maruzza
Friuli-Venezia Giulia cai (in Friuli), cagòia (nella Venezia Giulia)
Lazio cantarina (nell’Alto Lazio), ciommanica (nel Reatino) Ciumaga (Alta Sabina Tiberina) ciammaruga (Frusinate)
Liguria Cägòllu
Lombardia lümaga o lömàsa (nel Bresciano)
Marche cucciòla
Molise ciammarùche
Piemonte lumasa, lìmasa
Puglia cazzacumle, cazzavone, ciamareuc, munachidd, cazzavòffl, ciambrachella, cuzzcumn, municeddha, marruca, cuzzedda, patedda, fimminodda, cozza matedda, cuzzedd, patidd
Sardegna monzetta, gioga minuda, sizigorru, crocca
Sicilia Caracola, babaluci, vavaluci, 'ntuppateddu, crastuni, iurisca
Veneto bovolo (nel Veneziano), bogon (nel Veronese), corgnolo (nel Vicentino), scios (nel Bellunese), caparo (nel Padovano), scioso (nel Trevigiano)

 

Caratteristiche

La conchiglia si forma con una sostanza detta conchiolina che l'animale stesso produce. Nella lingua ci sono delle fasce di accrescimento che diventano sempre più larghe verso l'esterno e formano la tipica spirale che si arrotola sempre in senso antiorario. La parte del corpo che striscia sul terreno e permette i movimenti e le ritirate grazie ad un forte muscolo si chiama piede. Sul capo ha quattro tentacoli: due antenne che portano gli occhi e due tentacoli tattili come organi di senso. Tra i due tentacoli tattili c'è la bocca che contiene un organo simile ad una lingua (radula) munito di tanti denti microscopici con cui l'animale grattugia il cibo prima di ingoiarlo.

La specie mediterranea più comune è l'Helix aspersa. Un primato per questi gasteropodi è detenuto dall'Achatina, una specie molto grande che raggiunge i 20 cm di lunghezza.

La chiocciola è un animale dal carattere assai cauto e timido in quanto si ritira appena sente il primo segnale di pericolo.

Quando vengono anche solo sfiorate le antenne, queste si ritraggono istantaneamente. È molto nota la sua lentezza nei movimenti (7/8 metri all'ora, corrispondenti a 0.007 km/h). Si trascina per il piede ed usa una bava argentea come lubrificante per evitare di ferirsi. Le secrezioni della chiocciola servono anche a formare l'epifragma nel momento in cui l'animale si ritira nel suo guscio.

 

Il sistema di allevamento all'aperto

Il sistema di allevamento a ciclo biologico completo, pur essendo di più complessa realizzazione, risulta essere il più diffuso: esso rappresenta nel panorama nazionale, la percentuale del 97% degli impianti di elicicoltura. L’elicicoltura si attua esclusivamente su libero terreno e all’aperto, senza coperture o l’uso di protezione, in quanto l’attività diventa produttiva ed economica solamente se impostata con costi ponderatamente limitati e controllati. Questo metodo consiste nell’introdurre, in apposite recinzioni, chiocciole fattrici destinate ad accoppiarsi e a moltiplicarsi. La vendita del prodotto è costituita quindi non già dalle chiocciole immesse, come succede con il sistema incompleto e sotto serra, ma da quelle che nascono dalle chiocciole fattrici e si sviluppano nel periodo di ingrasso.

Il sistema prevede una recinzione perimetrale esterna, atta a contenere l'intero impianto e ad evitare incursioni da parte di predatori dall'esterno. Lo spazio così creato verrà suddiviso in settori più piccoli e maggiormente agevoli per la manualità. I recinti così costruiti con una speciale rete anti-fuga e anti-bava, sostenuta da pali in legno o in PVC, saranno seminati all'interno con l'alimentazione che nutrirà le chiocciole. I semi consigliati per una sufficiente e adeguata nutrizione, ingrasso veloce e protezione per mezzo delle foglie laminari e molto sviluppate contro i raggi solari sono:

1) Ravizzone Ungherese (Cavolo Cavaliere)

2) Bietola da coste

3) Radicchio Spadone (Cichorium intybus)

4) Trifoglio Nano (Trifolium Repens)

5) Girasole (Helianthus annuus)


Ogni recinto ha le dimensioni standard di 45 metri x 4 metri; queste misure però sono suscettibili di modifiche e variazioni, a seconda delle dimensioni del terreno a disposizione dell'allevatore. I diversi recinti costruiti sull'appezzamento totale di terreno destinato all'elicicoltura, sono divisi in 2 categorie differenti: recinti destinati alla riproduzione e recinti destinati all'ingrasso dei nuovi nati in rapporto di 4 a 6. Ogni recinto è separato dagli altri da una zona di passaggio per l'operatore, larga 1 metro.

La scelta dell’allevamento all’aperto, sul terreno, è stata determinante nell’impostazione e nello sviluppo di questa attività, e si è notevolmente differenziata dall’impostazione dell’elicicoltura negli altri paesi europei come la Francia e la Spagna. Fin dai primi esperimenti, gli italiani hanno considerato improponibile un allevamento di chiocciole in condizioni che non fossero quelle naturali proprie del mollusco, abituato da sempre ad un habitat rurale e in piena armonia con la natura. Ciò anche in relazione alla assoluta semplicità dell’anatomia e fisiologia del mollusco ed alla lentezza del ciclo di vita.

In pratica lo scopo del sistema all'aperto è quello di seguire la natura ma con controllo da parte dell'uomo, per creare un prodotto biologico di alto livello e di alte resa.

Il sistema di allevamento al chiuso

Il tipo di allevamento in serra è tipico di paesi europei quali la Francia e la Spagna. La chiocciola, mantenuta ed allevata in condizioni artificiali (in serra, contenitori od ambienti al chiuso) si accoppia, depone le uova e può anche diventare adulta, ma necessita di un continuo lavoro per la pulizia, per l'apporto di alimenti dall'esterno e per la continua irrigazione artificiale. Al coperto è meno soggetta alla prelazione da parte di insetti, roditori, volatili. Quindi da tutti gli animali predatori delle chiocciole che possono causare seri danni alla vita regolata dell'allevamento. I problemi però che l'allevamento in serra può presentare sono di diversa natura.

Tra i principali troviamo: l'eccessiva assimilazione di anidride carbonica e la mancata possibilità di beneficiare della naturale umidità, derivante dalla deposizione della rugiada, condizione ideale per la vita delle chiocciole, inoltre il prodotto che cresce al coperto, senza la luce del sole, ha carne con bassa consistenza che alla cottura perde una alta percentuale di peso.

 

 

 

Riproduzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(TO BE CONTINUED)

LINKS:

http://www.lumache-elici.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Elicicoltura

 

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